Atto di destinazione e Affidamento fiduciario

Oggi voglio presentare altri due metodi di protezione del capitale che possono ritornarti utili in vari casi. Il primo è l’atto di destinazione e il secondo è l’affidamento fiduciario.

Sono entrambi disciplinati dal codice civile italiano e permettono di proteggere dei beni da forme di rivalsa da parte di creditori.

Argomenti dell’articolo:

Atto di destinazione e Affidamento fiduciario


1) Gli atti di destinazione – Cosa sono

L’atto di destinazione è un istituto giuridico in cui una persona giuridica chiamata disponente, costituisce un patrimonio separato formato da beni immobili e beni mobili iscritti in registri pubblici e lo vincola alla realizzazione di interessi superiori meritevoli di una tutela secondo l’articolo 1322 c.c.

Questo patrimonio separato è legato alla vita di un’altra persona giuridica beneficiaria e quindi dura tanto quanto la vita del beneficiario (se è una persona fisica), o in ogni caso per un massimo di 90 anni (se è una persona giuridica).

Grazie al fatto che il patrimonio è separato si viene a creare un effetto segregativo sui beni in esso conferiti, che dopo la trascrizione ufficiale non possono più essere aggrediti da eventuali creditori tranne che il credito da saldare non sia legato al medesimo scopo perseguito dal fondo.

Si ha quindi che il disponente può essere chiunque mentre il beneficiario deve essere una persona fisica che per vari motivi necessita di essere tutelato (specifico meglio dei possibili utilizzi fra poco), oppure un ente con poteri pubblici che curano gli interessi della comunità.

2) Quali persone si possono tutelare con un atto di destinazione

In particolar modo, nel caso di persone fisiche beneficiarie si può utilizzare l’atto di destinazione per tutelare una pluralità di persone che necessitano di tutela, come ad esempio:

  • Gli invalidi

  • Le persone di una coppia di fatto e quindi non legate da un matrimonio

  • Un convivente

  • Una persona della famiglia considerata ‘l’anello debole’, in particolar modo nel caso di famiglie allargate o in crisi

  • Garantire una vita dignitosa a qualcuno

3) I motivi meritevoli di tutela

Non sono chiaramente elencati quali sono le motivazioni che possiamo definire meritevoli di tutela tramite l’atto di destinazione ma alla fine la dottrina si focalizza sui seguenti:

  • Salvaguardare i bisogni della famiglia

  • Sostenere una persona per l’avviamento di una professione o di un arte

  • Sostenere una persona negli studi, nell’educazione o nell’avviamento al lavoro

  • Sostenere le necessità di un disabile per introdurlo nella vita sociale o compensare il fatto che può avere una vita sociale disagiata

  • Garantire autonomia patrimoniale a persone, magari anziane, non economicamente autosufficienti

  • Tutelare le famiglie di fatto

Ovviamente, perché il vincolo di destinazione regga ad un aggressione di creditori deve essere specificatamente dichiarato il motivo del vincolo, e questi devono essere meritevoli di tutela, perfettamente specifico e manifesto, oltre che lecito, ed inoltre i mezzi devono essere congrui allo scopo.

4) Disconoscimento del vincolo di tutela

Occorre considerare che i beni inseriti dentro la tutela non passano di proprietà al beneficiario ma rimangono di proprietà del disponente tranne che esso non venga donato espressamente al beneficiario.

Se il bene viene donato esso non è più vincolato dalla tutela e quindi un creditore del beneficiario può aggredirlo per soddisfare i suoi crediti.

Il bene può essere aggredito anche se il creditore riesce a dimostrare, che le motivazioni non sono meritevoli di tutela oppure se la tutela è stata apposta con tempistiche sospette atte a sfuggire ai creditori, oppure ancora, i beni messi a tutela sono esagerati allo scopo!

5) Clausole nel vincolo di tutela

Ci sono altri due aspetti da considerare in un vincolo di tutela. Il primo è chi fa da amministratore di tali beni.

Nel momento in cui si vuole tutelare qualcuno e si conferiscono dei beni per lo scopo nasce ovviamente la necessità di amministrarli.

In questo caso il disponente può decidere di:

  • Amministrare lui stesso i beni (se ovviamente reputa di essere quello più adatto allo scopo).

  • Far amministrare i beni dal beneficiario (nel caso questi non abbia problemi mentali o di altro tipo che possono compromettere l’amministrazione).

  • Farli amministrare da una terza persona che può essere un parente o un professionista.

  • Decidere chi amministrerà le cose dopo che il soggetto che le amministra attualmente non può più farlo (ad esempio muore o altri motivi che rendono impossibile continuare a farlo).

Il secondo motivo consiste nel come devono essere amministrati tali beni.

Questo consiste nel apporre limitazioni e obblighi al soggetto che amministra i beni e specificare anche chi controlla che l’amministrazione aderisca a tali clausole nonché i metodi per verificarlo.

Possono essere anche apposte clausole risarcitorie nel caso il gestore non abbia adempiuto ai suoi compiti oppure lo abbia fatto in mala fede, eccetera.

6) L’affidamento fiduciario – Cos’è?

Passo adesso all’affidamento fiduciario. In questo caso siamo in presenza di un contratto che disciplina il passaggio di proprietà tra persone vive di beni senza nessun limite, quindi qualcosa che assomiglia molto al trust di natura anglosassone, al fine di tutelare persone con gravi disabilità in mancanza di genitori o parenti prossimi che se ne possano fare carico.

Quindi abbiamo un soggetto affidante fiduciario che possiede dei beni, che concorda con un altro soggetto affidatario fiduciario, che deve gestirli per contro di un beneficiario.

L’affidamento fiduciario si differisce dall’atto di destinazione per il fatto che esso è legato a delle persone con disabilità, e per il fatto che possono rientrare dentro all’affidamento beni di qualsiasi tipo.

7) Come funziona l’affidamento fiduciario

In particolar modo, nel affidamento fiduciario abbiamo che l’affidante concede all’affidatario un diritto temporaneo di proprietà nell’interesse del beneficiario fino al termine del suo mandato, momento in cui corrisponde il passaggio effettivo dei beni a favore del beneficiario.

Quindi, i beni non fanno parte del soggetto affidatario e sono da esso separati, ed inoltre, i beni sono anche tutelati dalle aggressioni di creditori che vantano crediti sia dagli affidatari, sia dagli affidanti e anche da quelli del beneficiario.

Può esserci anche una distinzione tra i beneficiari dei frutti derivanti dai beni e dei beni in se e per se. Ad esempio, una persona può essere beneficiaria dei canoni di locazione di un immobile ma l’immobile passa poi ad un altro beneficiario.