Investire in ETC

In questo video tratterò gli ETC, parente prossimo degli ETF che ho già trattato in un duplice video tempo fa e che ti faccio trovare linkati giù in descrizione.

La sigla ETC sta per Exchange Trade Commodities, che tradotto in italiano significa sostanzialmente “scambio di materie prime negoziate” e sono, quindi, dei fondi composti da una o più materie prime quotate in Borsa.

Argomenti dell’articolo:

Investire in ETC


1) Tipi di ETC

Bene, come stavo dicendo, gli ETC investono in materie prime ed in particolar modo possono farlo in due modi:

  1. Mediante dei contratti derivati che replicano l’andamento delle materie prime.
    In questo caso siamo in presenza del cosiddetto ETN che tratterò in un video che pubblicherò successivamente a questo.
  2. Mediante un paniere reale di materie prime fisicamente in possesso dell’ente emittente del fondo ETC.
    In questo caso si dice che l’ETC è “Phisicaly-Backed”, cioè ha un sottostante fisico o tangibile.

A livello di sicurezza dell’investitore, e quindi in un ottica di riduzione dei rischi, è sempre meglio puntare a questo secondo tipo di ETC, in quanto, in caso di fallimento dell’ente emittente del fondo, il curatore fallimentare può vendere le materie prime in questione e rimborsare i detentori delle quote del fondo. Tuttavia questa prerogativa comporta dei costi di gestioni più elevati, in quanto devono comprendere anche la custodia fisica delle commodity.

Il tipo ETN, invece, a fronte di costi di commissioni più bassi, non ha un sottostante fisico in mano all’ente emittente, e quindi, in caso di fallimento di quest’ultimo, l’investitore perde l’intero ammontare investito!

Per tale motivo, quello che consiglio è di utilizzare gli ETC phisicaly-backed quando vuoi investire in materie prime che vuoi tenere per tempi medio-lunghi, mentre è più consigliabile utilizzare quello composto da contratti derivati quando vuoi investire con strategia mordi e fuggi al fine di guadagnare dai movimenti di giornata o comunque di breve periodo.

Questo perché, sui tempi più lunghi il rischio insolvenza dell’emittente è tutt’altro che un evento remoto (basta pensare, in passato ai fallimenti di grosse istituti finanziari come la Lheman Brother), mentre nella strategia di investimento di breve periodo, in genere, si impegnano cifre modeste e il movimento di giornata ha un escursione contenuto, in cui un basso costo di gestione permette di non cannibalizzare i profitti.

2) Gli ETC replicano l’andamento del sottostante in modo fedele

Detto ciò, gli ETC permettono di replicare quasi fedelmente le quotazioni delle varie commodities.

Dico quasi fedelmente, in quanto, per alcuni aspetti tecnici che non sto qua a spiegare per non diventare noioso, si possono verificare dei lievi scostamenti della quotazione dovuto ai mezzi finanziari di supporto utilizzati dall’ente emittente nella gestione stessa del fondo. In ogni caso niente di che, parliamo di qualche millesimo di dollaro di scostamento in passivo o in attivo.

3) ETC nel mercato

Un’altra differenza tra i vari ETC si ha sui sottostanti che il fondo replica:

  • Ci sono gli ETC che seguono una singola materia prima, come ad esempio: oro, argento, rame, zinco, petrolio, gas naturale, carbon-fossile, zucchero, orzo, caffè, eccetera.
  • Ci sono anche gli ETC che seguono gruppi di materie prime raggruppati tra di loro in categorie omogenee: ad esempio metalli preziosi, metalli industriali, cereali, combustibili fossili, alimentari, eccetera.
  • Ci sono, infine, anche degli ETC, che grazie al fatto che usano i derivati per replicare gli indici, possono fornire una quotazione con effetto leva, di una commoditie o gruppo di commodities, oppure investire al ribasso (con o senza leva), nel caso l’investitore preveda che la quotazione futura vada a scendere.

4) Il rischio di cambio

In ogni caso, a differenza dell’ETF, che ti ricordo può presentare al suo interno azioni o obbligazioni quotate in svariate valute, in genere quelle scambiate nelle Borse europee sono quotate in euro.

Gli ETC, invece, essendo un fondo di materie prime non dobbiamo dimenticare, che esse sono quasi sempre quotate in dollari (ad esclusione di alcune materie prime che hanno una quotazione in sterline).

Questo significa che siamo costantemente soggetti al rischio di cambio euro/dollaro o eventualmente euro/sterlina. In pratica, non ci basta solo fare una previsione sull’andamento della materia prima, ma dobbiamo anche considerare l’andamento della variazione delle coppie di valute, che potrebbe portare in passivo un investimento che nella realtà era andato bene, o viceversa.

5) I costi di gestione degli ETC

I costi di gestione di un ETC sono particolarmente bassi, specie se si punta a quello che replica le quotazioni mediante dei derivati, ed inoltre, si pagano solamente in base al tempo materiale che teniamo i fondi in portafoglio (con un minimo che viene pagato anche se lo teniamo per un solo minuto).

Quindi non c’è costo di acquisto, ne di rivendita ma solo, appunto, di gestione. Quanto ammontano questi costi lo si trova nel prospetto informativo del fondo ETC che vogliamo utilizzare. In pratica gli ETC funzionano esattamente come gli ETF dal punto di vista dei costi di gestione.

Ovviamente, se si utilizzano ETC con effetto leva o che investono al ribasso si deve far fronte a delle commissioni più elevate, in quanto, il lavoro dell’emittente è più grande e costoso, ma in genere le commissioni medie non superano il 5 per mille annuo, che possono arrivare ad un massimo del 1% annuo per quelli più costosi.

6) Tassazione degli ETC

A livello fiscale occorre considerare che l’ETC è un normale strumento finanziario soggetto a capital gain del 12,50% anziché il 26% classico in quanto le commodities hanno la tassazione agevolata.

Ovviamente, a differenza degli ETF che possono emettere cedola o dividendo, l’ETC, essendo composto da materie prime non hanno questo problema ne le relative complicazioni fiscali legate alle dichiarazione dei proventi da cedole o dividendi.

Avevo spiegato nel video apposito sugli ETF, che la questione fiscale poteva diventare complicata in base al tipo di ETF che adoperiamo, tipo armonizzato o non armonizzato. Puoi rinfrescarti la memoria cliccando nel link che trovi in alto a destra sul tuo monitor oppure seguendo il link che ti faccio trovare in descrizione.

L’ETC è invece molto semplificato da questo punto di vista proprio perché, non esistendo cedole o dividendi non ci sono considerazioni fiscali da fare in questo campo.

Bene, non mi dilungo ulteriormente in quanto ho detto tutto quello che c’era da dire su questi particolari fondi di investimento.