La pianificazione finanziaria

Oggi voglio parlare di un’attività molto importante quando si parla di risparmiatori e piccoli investitori: la pianificazione finanziaria.

La pianificazione finanziaria consiste nella corretta ripartizione delle risorse economiche atte a raggiungere degli specifici obiettivi al fine di ottenere il proprio futuro con serenità.

In genere riguarda il mondo delle imprese, tuttavia esiste anche la pianificazione finanziaria personale e familiare, che è quella che tratterò oggi con questi video.

Argomenti dell’articolo:

La Pianificazione finanziaria


1) Che cos’è la pianificazione finanziaria

La pianificazione finanziaria consiste in una serie di step, quindi in un percorso, che prevede l’analisi reddituale e patrimoniale di una persona o di una famiglia al fine di risolvere delle esigenze e dei bisogni che vengono alla luce e potrebbero manifestarsi nel tempo.

Quindi, dall’analisi dovrebbero emergere le esigenze attuali e i vari bisogni e desideri del futuro che poi, tramite i prodotti finanziari corretti e le giuste strategie dovrebbero essere soddisfatte e ottenere, così, una vita tranquilla al suo beneficiario.

2) Le esigenze da risolvere

Per attuare una corretta pianificazione finanziarie occorre affrontare 6 diverse esigenze in ordine di importanza:

  1. Protezione
    Consiste nel tutelare dai rischi i beni e le persone
  2. Liquidità
    In questo caso si devono gestire i flussi di cassa per assolvere alle necessità quotidiane
  3. Riserva
    Consiste nel riuscire a creare un fondo economico in grado di affrontare spese impreviste
  4. Previdenza
    Che sarebbe l’esigenza di mantenere il proprio tenore di vita per tutta la durata della vita
  5. Investimento
    Si intende la formazione di un portafoglio titoli atti ad incrementare il controvalore nel tempo
  6. Extra rendimento
    In questo caso si tratta di una parte dell’investimento, in genere residuale, il cui scopo è effettuare degli investimenti più speculativi e profittevoli accettandone un rischio elevato

Tutte e 6 le esigenze possono essere soddisfatte mediante degli appositi strumenti finanziari che ho già trattato in passato nei video che ho pubblicato.

3) Gli step della pianificazione finanziaria

Al fine di risolvere le 6 esigenze della pianificazione finanziaria occorre percorrere un percorso formato, a sua volta, da 6 step specifici da affrontare in un ordine rigoroso.

Prima di elencarli occorre che specifichi una differenza molta importante. Normalmente la pianificazione finanziaria viene eseguita da un professionista con competenze specifiche, il famoso consulente finanziario, che effettua il lavoro al posto dei suoi clienti e nel quale si limita a farti un intervista per far emergere le tue esigenze.

In questo video, invece, metterò in luce gli step che devi fare da solo al fine di eseguire in proprio la tua pianificazione finanziaria. Faccio così in quanto questo canale youtube è un canale creato a scopo pubblicitario al fine di divulgare il mio corso sugli investimenti e quindi, ovviamente, rispondo alle esigenze della mia fascia di clientela potenziale.

Bene, dicevo che gli step sono 6. Vediamo quali sono:

a) Cultura finanziaria generale

Il primo passo che occorre compiere per effettuare una corretta pianificazione finanziaria è quella di possedere una conoscenza generale del settore finanziario. Infatti, solo se si conoscono i vari strumenti finanziari esistenti si può effettuare una pianificazione strategica al fine di risolvere le varie esigenze.

Per tale motivo, se si vuole imparare a curare i propri interessi economici e finanziari in prima persona occorre per forza imparare a conoscere e utilizzare i ‘ferri’ del mestiere. Proprio per rispondere a tale esigenza ho creato il corso investire da zero che pubblicizzo con il mio canale youtube.

Nel caso in cui si voglia effettuare la pianificazione finanziaria mediante un professionista, il primo step consiste nell’incontro preliminare che occorre effettuare con il consulente al fine che lui possa conoscerti e farsi un’idea sul tuo livello di comprensione dei rischi e delle aspettative di vita.

b) Raccolta delle esigenze

Il secondo step è quello di far emergere i vari parametri personali e familiari nonché gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Un professionista andrà a fare delle domande specifiche e dalle risposte ricevute riesce a estrapolare quelle che sono gli obiettivi che il cliente vuole raggiungere.

Quando però si agisce in proprio, benché esistono delle specifiche domande a cui rispondere, il lavoro non è così facile in quanto la nostra mente tende a divagare e a non chiedere a se stessi delle cose che non si vuole ammettere nemmeno fra se e se…

Questo significa che occorre utilizzare una guida schematica molto rigida che permette automaticamente di far emergere le proprie esigenze partendo da dei parametri numerici specifici a cui non si può barare.

Al termine di questo step si otterranno i dati e le esigenze che occorre soddisfare per effettuare una corretta pianificazione finanziaria.

c) Analisi dello stato finanziario

Il terzo passo da compiere riguarda l’analisi dei dati e delle esigenze emerse nel secondo step al fine di capire qual è il metodo migliore per affrontare la pianificazione finanziaria.

In questo caso, il lavoro che devi compiere è il medesimo di quello che compie il consulente finanziario, con la differenza che, rispetto al lavoro del consulente hai un pro e un contro:

  • Il pro riguarda il fatto che tu conosci te stesso meglio di quanto non ti conosca il consulente e quindi, teoricamente, dovresti riuscire a sagomare meglio la soluzione alle tue esigenze.
  • Il contro, invece, riguarda il fatto che spesso le persone tendono a mentire a se stessi e ad avere una percezione alterata della realtà, che invece un professionista navigato dovrebbe essere in grado di evitare.

d) Estrapolare la strategia

Nel quarto step occorre mettere in pratica quanto studiato tramite l’analisi finanziaria effettuata con il terzo step del percorso.

In questo step occorre stabilire quali strumenti finanziari usare e in che misura. Inoltre, occorre stabilire anche la strategia di entrata nel mercato e come comportarsi all’accadimento di specifici eventi finanziari che si presenteranno nel futuro.

In pratica occorre mettere nero su bianco l’intero piano d’azione con tanto di cambi di strategie nel caso capitino determinati eventi.

In questo caso, se la pianificazione finanziaria è fatta da un consulente ti da solo l’indicazione su cosa investire e quanto investire su ogni strumento finanziario e ovviamente ti dirà il perché usa quelli strumenti anziché altri.

Tuttavia non ti dirà quale sono i cambi da strategie al verificarsi dei vari eventi ma sarai tu a dover chiedere ogni volta cosa fare quando accadono i vari eventi, oppure sarà lui a contattarti e poi vi dovrete rivedere per studiare il cambio di strategia.

e) Monitoraggio periodico

Chiaro che per eseguire la pianificazione finanziaria nel tempo occorre un monitoraggio periodico dei vari parametri dell’investimento. Questa è una cosa molto importante ed infatti è schedulata come il quinto step della pianificazione finanziaria.

Se ti fai eseguire la pianificazione da un professionista sarà lui stesso a tenere d’occhio i vari parametri, in genere utilizzando un software aziendale che racchiude i portafogli investimenti di tutti i suoi clienti.

f) Tenersi aggiornati

Infine, il sesto step consiste nel rimanere aggiornato sui nuovi strumenti finanziari che vengono creati nel tempo e sugli andamenti macroeconomici del settore finanziario nazionale ed internazionale.

Questo è importante sia che ti fai da solo la tua pianificazione finanziaria sia che la fai fare ad un professionista in quanto non è mai bello cascare dal pero…

4) Esigenza di protezione

Nella prima parte dell’articolo sulla pianificazione finanziaria abbiamo visto, che in ordine di importanza, la prima esigenza da soddisfare è quella che riguarda la protezione.

E’ quella che, quando facevo il consulente finanziario, veniva chiamata “il non si sa mai…”. Cioè, in pratica, la copertura da eventi imprevisti o spiacevoli.

In genere la gente tende a far fronte a questa esigenza mettendo dei soldi da parte ma purtroppo non è il modo corretto di affrontare la questione. Anche se può sembrare naturale farlo, quanti soldi puoi effettivamente mettere da parte nel tempo? Di certo non cifre ragguardevoli, ed inoltre, nulla può scongiurare che l’evento sfavorevole non capiti già dopo pochi mesi che si inizia a mettere da parte i soldi…

Quindi è chiaro che non può essere questo il metodo di soddisfare questa specifica esigenza! Per proteggersi si utilizzano le assicurazioni. Non intendo le polizze miste ma intendo le assicurazioni vere e proprie, un po’ come RC Auto quella che si stipula per le automobili.

L’assicurazione, dopo averla calibrata bene in base a ciò che esce dall’analisi reddituale e patrimoniale viene avviata ed è immediatamente a regime anche se l’evento capita il giorno dopo.

5) Esigenza di liquidità

L’esigenza di avere una riserva liquida di denaro deriva dal dover assolvere, quotidianamente, le spese di mantenimento personali e familiari. Sono, in pratica i soldi che vengono tenuti nel conto corrente per far fronte ai normali flussi di cassa.

Questa esigenza, ovviamente, si soddisfa con un normale conto corrente a cui sono collegate le tessere bancomat e le carte di credito e deve contenere una giacenza media tarata sul reddito medio familiare e su come è composto il nucleo familiare.

6) Esigenza di riserva

La riserva è un fondo economico che serve ad affrontare delle spese impreviste che in genere non sono coperte dalle assicurazioni, oppure che sono coperte da assicurazioni ma che devono essere anticipati d’urgenza anche se poi verranno rimborsati dopo qualche mese.

Soddisfare l’esigenza di riserva consiste nell’aprire un conto di deposito non vincolato dove accumulare una cifra sufficiente a tale scopo. Cifra che, ovviamente, scaturisce sempre dall’analisi reddituale e patrimoniale e dalla composizione del nucleo familiare.

E’ importante che vengano inseriti in un conto di deposito in quanto, se messi nel conto corrente possono essere spesi inavvertitamente, ma non possono essere inseriti in altri tipi di strumenti finanziari in quanto è necessario che siano disponibili in tempi celeri!

Inoltre, inseriti dentro un conto di deposito permette di farli fruttare qualcosa per venire parzialmente in contro alla svalutazione dovuta all’inflazione.

7) Esigenza di previdenza

Al quarto posto come ordine di importanza abbiamo l’esigenza di mantenere il proprio tenore di vita in futuro.

Anche in questo caso la gente tende a mettere da parte dei soldi oppure a comprare degli immobili per poi affittarli. In realtà, se anche sembra un metodo naturale di soddisfare questa specifica esigenza è difatti un modo errato di affrontare il problema.

Lo strumento finanziario più adatto a soddisfare l’esigenza di previdenza è ovviamente il fondo pensione il cui scopo è appunto quello di creare una pensione complementare che si va a sommare a quella obbligatoria prevista dallo Stato.

Ci sono diversi motivi per cui è meglio utilizzare un fondo pensione rispetto che altri metodi, che vanno dalle protezioni legislative agli sgravi fiscali, ma soprattutto, le pensioni integrativi sono erogate vita natural durante e quindi non soggette ad azzerarsi come capiterebbe con un immobile da cui non si ricavano più affitti, ne a finire come invece capiterebbe ad una riserva di denaro che presto o tardi si esaurisce.

8) Esigenza di investimento

Al quinto posto abbiamo l’esigenza di investimento che consiste nel creare un portafoglio personale di investimenti al fine di incrementare la propria ricchezza.

Qui ovviamente il discorso è lungo ed articolato e occorre stabilire il proprio profilo di rischio, la propria aspettativa di vita, eccetera. Informazioni che vengono stabiliti da una corretta analisi all’interno della pianificazione finanziaria.

Gli strumenti sono poi di vario tipo e vanno dai fondi obbligazionari, a quelli azionari, agli investimenti immobiliari e così via.

9) Esigenza di extra rendimento

L’ultima esigenza da soddisfare è quella di fare alcuni investimenti fortemente speculativi per ottenere un rendimento extra a quelli degli investimenti ordinari al fine di dare un boost alla propria ricchezza.

Per soddisfare tale esigenza si utilizzano degli strumenti finanziari più speculativi come le azioni, gli strumenti derivati e quant’altro.

10) Come procedere?

Un ultimo aspetto da considerare è come procedere per affrontare il soddisfacimento delle sei esigenze.

Verrebbe naturale pensare che occorre risolverli nell’ordine di importanza, e molti consulenti effettivamente procedono così. Io non sono d’accordo con questo metodo in quanto penso che le prime due esigenze vadano risolti nell’ordine opposto, ed inoltre, la 3° e 4° vadano affrontate insieme.

Quindi, per prima cosa consiglio di formare per prima la liquidità necessaria per poter vivere normalmente. Infatti non avrebbe senso avviare delle assicurazioni e poi avere in corso dei problemi di flusso di cassa tale che si rischia di saltare i pagamenti delle rate assicurative.

Non appena formata la giacenza media si passa alla stipula delle coperture assicurative partendo da quelle sui componenti della famiglia e passando successivamente su quelle per gli immobili e sulle attività lavorative.

A questo punto si può passare a soddisfare l’esigenza di formare un fondo di riserva e quella previdenziale. Io consiglio di affrontarla contemporaneamente anche se di primo acchito potrebbe sembrare più naturale affrontare prima la formazione del fondo di riserva e successivamente l’esigenza previdenziale.

Se da un lato è vero che è meglio partire dal fondo di riserva, dall’altro, il fondo previdenziale sfrutta un piano di accumulo capitale per investire che necessita di molto tempo per “decollare”. Quindi il fattore tempo è molto importante e, prima si comincia meglio è.

Tuttavia, capovolgere l’ordine con il fondo di riserva potrebbe essere pericoloso qualora accada qualcosa nel breve periodo. Allora, secondo me, occorre avviare le due cose contemporaneamente e magari in modo graduale.

Quando si sarà formato il fondo di riserva saranno già avviati anche le previdenza complementari.

Solo a questo punto si può passare a formare un portafoglio investimenti, che ovviamente necessiterà di tempo per essere avviato e, infine, come ultima cosa si passerà anche a qualche investimento più speculativo.

11) Conclusioni

Bene, finisce qui la trattazione della pianificazione finanziaria. Spero di essere stato utile, anche se, ovviamente, ti consiglio di passare a un corso professionale sull’argomento come il mio investire da zero.