Le opzioni

Oggi parlerò delle opzioni nella loro formulazione classica, quindi non quelle binarie di recente creazione ma di quelle create in passato a fini protettivi e quindi rientranti pienamente nel campo degli strumenti utilizzabili dai risparmiatori e piccoli investitori.

Argomenti dell’articolo:

Le opzioni


1) Che cosa sono le opzioni

Le opzioni sono un contratto di Banca in cui si conferisce al possessore il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere un determinato titolo sottostante oggetto del contratto, ad un prezzo prestabilito in fase contrattuale entro una determinata data.

Questo contratto di opzione viene stipulato a fronte del pagamento di un premio che in nessun caso può essere recuperato.

Quindi abbiamo un soggetto sottoscrittore che acquista, oppure un soggetto proponente che vende, un attività sottostante, che deve far parte di un mercato con quotazioni ufficiali e riconosciute

2) Tipologie di opzioni

Si possono utilizzare quattro differenti tipi di opzioni. La prima differenza tra le opzioni deriva dalle modalità di esercizio del diritto d’opzione, ed in particolar modo abbiamo:

  • Le opzioni di tipo europeo
    Che danno il diritto di esercitare l’opzione alla data di scadenza

  • Le opzioni di tipo americano
    Che danno il diritto di esercitare l’opzione entro la data di scadenza

Quindi, in quelle di tipo europeo vi è fissata una data di scadenza e il possessore del contratto potrà decidere di esercitarla solo in quella data specifica. In quelle di tipo americano, invece, il possessore del contratto d’opzione potrà esercitare l’opzione in qualunque momento gli aggrada entro e non oltre la data di scadenza.

Quindi il tipo americano è sicuramente più flessibile e da preferire a quella di tipo europeo.

La seconda differenza si ha sul fatto che l’opzione può essere utilizzata sia per acquistare il sottostante che per venderlo. In particolar modo abbiamo:

  • Le opzioni call
    Che danno il diritto di acquistare il sottostante ad un prezzo prestabilito

  • Le opzioni put
    Che danno il diritto di vendere il sottostante ad un prezzo prestabilito

In totale, se consideriamo che le opzioni possono essere di tipo americano o europeo, e se consideriamo che possono essere call o put, abbiamo che esistono 4 combinazioni differenti di opzioni.

3) Come funziona un opzione

Venendo al lato più tecnico abbiamo che un contratto d’opzione presenta:

  • Un premio
    Sarebbe il costo di stipula del contratto

  • Un strike price
    Che invece è il prezzo a cui il contratto stabilisce l’acquisto o la vendita del sottostante

  • La data di scadenza
    Cioè la data entro il quale occorre esercitare l’opzione

Abbiamo quindi che un investitore può decidere, ad esempio, di attivare un contratto d’opzione call su un titolo azionario che prevede di acquistare il titolo ad una quotazione fissata oggi entro una determinata data.

Oppure, viceversa, può decidere di attivarne una put per vendere un titolo ad un prezzo fissato oggi entro una determinata data.

4) I vantaggi delle opzioni

Da quanto detto si evince che un opzione verrà esercitata se e solo se è conveniente farlo.

Se ad esempio abbiamo che il titolo azionario ENI, oggi, sia quotato a 10 euro. Con un opzione call possiamo stabilire che entro un anno da oggi ho il diritto di comprare il titolo ENI a 10,50 euro pagando un premio di 50 centesimi.

Questo significa, che se il titolo ENI supera i 10,50 euro di quotazione entro un anno da ora (se è di tipo americano), oppure tra un anno (se è di tipo europeo), ho la convenienza ad esercitare l’opzione e il proponente mi deve vendere il titolo ENI al prezzo di 10,50 euro che abbiamo stabilito in fase di contratto.

Quindi, se il titolo dopo un anno sale a 15 euro, il possessore del contratto potrà comprare le azioni a 10,50 euro e rivenderle dopo un istante a 15 euro.

5) A che cosa serve un opzione

Abbiamo quindi, che un opzione è un metodo per proteggersi in un mercato a medio o alto rischio. Infatti, ci permette di entrare nel mercato se e solo se la direzione che le quotazioni hanno intrapreso sono per noi favorevoli.

Nel caso contrario si lascia scadere l’opzione e si limita la perdita al solo costo del premio pagato.

Un secondo metodo di utilizzare l’opzione è quello di utilizzarlo come assicurazione da un escursione sfavorevole del mercato. Questo tipo di utilizzo è tipicamente utilizzato da aziende che necessitano di comprare e vendere merci o materie prime che possono subire escursioni delle quotazioni o dei cambi di valuta.

L’opzione può quindi essere utilizzata per proteggersi da queste variazioni e stabilizzare, così i costi di produzione.

6) Quali sottostanti può avere un opzione

Un opzione è un contratto derivato che può essere legato a ogni tipo di strumento finanziario ufficialmente quotato, quindi:

7) Il valore di un opzione

In un opzione c’è quindi un prezzo da pagare chiamato premio che però varia nel tempo in base a 6 fattori:

  1. Il prezzo del mercato sottostante

  2. Il prezzo di esercizio

  3. Il tempo residuo alla data di scadenza

  4. La volatilità della quotazione del sottostante

  5. Il tasso di rendimento a breve termine privo di rischio

  6. Lo stacco di eventuali dividendi del titolo sottostante

In particolar modo riveste una notevole importanza il tempo residuo in quanto questo diminuisce progressivamente nel tempo e permette, quindi, un utilizzo particolare delle opzioni che illustro nel finale di questo video.

8) Quando esercitare un opzione

Come detto fino ad ora, un contratto di opzione prevede il pagamento di un premio che in nessun caso si può recuperare. Questo significa, che in ogni caso, l’operazione parte in svantaggio del costo del premio.

Inoltre, alla stipula del contratto si prevede l’acquisto o la vendita del titolo sottostante ad un costo rispettivamente maggiore o minore rispetto alla quotazione del titolo in quel momento. Avevo detto prima che se il titolo ENI quota 10 euro, l’opzione call permette di comprarla a 10,50 euro e quella put di venderla a 9,50 euro.

Il profitto sarà tanto più grande quanto minore è la quotazione del sottostante rispetto allo strike price.

In ogni caso, a prescindere se l’opzione e di tipo call o put possiamo ritrovarci in 3 differenti situazioni:

  1. At the money
    Significa che siamo a pareggio

  2. In the money
    Che invece significa che siamo in attivo

  3. Out the money
    Che significa che siamo in perdita

9) Comprare e vendere il contratto d’opzione

Dicevo prima che il tempo residuo è particolarmente importante nello stabilire il valore di un opzione. Infatti, anche se l’opzione serve a proteggere l’acquisto o la vendita di un titolo sottostante, nulla impedisce che si possa comprare e vendere il contratto d’opzione stesso.

Il principio per il quale qualcuno ha interesse a fare una compravendita dei contratti d’opzione deriva dal fatto che, mano a mano che ci si avvicina alla scadenza dello stesso, e in base all’andamento del titolo sottostante, il valore del premio ha una variazione esponenziale che permette di investire in modo indiretto nel titolo generando un effetto leva.

Quindi l’opzione è utilizzabile per investire in leva rispetto al titolo sottostante, e permette di farlo sia puntando al rialzo che puntando al ribasso!

Questo è in genere l’utilizzo più frequente delle opzioni. Non sto in questa sede a spiegare come funziona il meccanismo perché è abbastanza complesso.

10) Conclusioni

Ok, spero di aver chiarito il funzionamento di base di un opzione, benché è un argomento molto vasto e ci sarebbe tantissimo da aggiungere. Tuttavia in questa sede non è il caso addentrarsi nel funzionamento specifico delle opzioni e di tutti i casi particolari che possono essere generati con esso.