Libretto postale

Oggi voglio trattare uno strumento finanziario che noi tutti abbiamo utilizzato nella nostra vita ma che in molti ignorano: il libretto postale.

Il libretto postale esiste da quasi un secolo e mezzo, per la precisione è entrato nel mercato nel 1875 ed è gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti e non ha costi ne di apertura ne di gestione.

Essendo gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti i libretti postali sono quindi garantiti dallo Stato.

Argomenti dell’articolo:

Libretto postale


1) Che cos’è il libretto postale

Il libretto di risparmio postale consiste, in pratica, in un documento cartaceo in cui vengono annotati i depositi ed i prelievi di denaro fatti alla posta, nonché vengono annotati anche gli interessi maturati nel tempo dei soldi depositati e contabilizzati ogni volta che andiamo a fare un operazione.

In realtà, con il tempo, il libretto si è evoluto tecnologicamente e oggi è possibile ottenerlo anche in formato digitale, o come si dice nel campo finanziario, in formato dematerializzato, chiamato libretto smart.

2) Tipologie di libretti postali

Di libretti postali ne esistono di diverso tipo, benché in realtà sono tutti uguali formalmente, ma differiscono tra di loro per alcuni particolari diritti a prelevare o meno in base a chi è l’intestatario del libretto stesso.

In particolar modo abbiamo:

a) Il Libretto ordinario

Esiste sia in cartaceo che in dematerializzato e permette di effettuare depositi e prelievi, di canalizzargli dentro la pensione INPS o INPDAP, oppure di sottoscrivere dei buoni fruttiferi postali senza bisogno di avere il conto BancoPosta.

b) Quello dematerializzato

Detto libretto smart, è consultabile online e, sempre online, permette di sottoscrivere i buoni fruttiferi postali anch’essi di tipo dematerializzato. Questo permette, quindi, di operare senza recarsi agli uffici postali come avviene, invece, con i libretti postali cartacei.

c) Libretto postale minorenni

In questo caso il libretto postale è appositamente creato per i minorenni e ha una possibilità limitata di operare. In particolar modo, un libretto postale per minorenni ha un limite di deposito fissato ad un tetto massimo di 15.000 euro totali.

Per aprirlo serve comunque un genitore che lo faccia al posto del minorenne e indichi che il conto apparitene al minore. Successivamente il minorenne potrà effettuare alcune operazioni in base alla sua età che da accesso ad un profilo specifico, ed in particolar modo:

  • IO Cresco
    Dedicato ai bambini tra i 0 ed i 12 anni che però non possono effettuare nessuna operazione in prima persona ma lo possono ovviamente fare i genitori.

  • IO Conosco
    Dedicato ai ragazzini tra i 12 ed i 14 anni di età e a cui è permesso fare depositi e prelievi di modico importo. Al momento questo limite è fissato in 30 euro al giorno di prelievo o deposito da parte del minore con un massimo di 250 euro in un mese. Ovviamente i genitori non hanno questo limite così basso nel caso vogliano depositare o prelevare delle somme dal libretto del figlio.

  • IO Capisco
    Dedicato ai ragazzi che hanno compiuto i 14 anni di età e fino al raggiungimento della maggiore età. In questo caso i limiti di prelievo e deposito sono fissati a cifre più alte ed in particolar modo fissato a 50 euro al giorno con un massimo di 500 euro al mese, ad esclusione dei genitori che hanno limiti molto più alti.

Il passaggio da un profilo all’altro dei 3 profili per i minorenni avviene in automatico al compimento dell’età necessaria. Quindi, quello denominato IO Cresco si tramuterà automaticamente in IO Conosco al compimento dei 12 anni di età dell’intestatario, e poi diventerà IO Capisco al compimento dei 14 anni. Successivamente, raggiunta la maggiore età, il libretto diventa ordinario.

In ogni caso i libretti per minorenni sono solo in formato cartaceo e rimane tale anche quando diventa ordinario con il raggiungimento della maggiore età. Se poi il titolare lo vuole in formato dematerializzato lo può fare recandosi alle Poste e richiedendo il passaggio allo smart che avviene in modo gratuito.

d) Libretto postale Giudiziario

E’ un tipo particolare di libretto postale che può essere aperto dalle autorità giudiziarie per congelare dei fondi in via preventiva in caso di cause, pignoramenti, eccetera. In questo libretto possono operare solamente gli organi preposti autorizzati a farlo ed è emesso solo in forma cartacea.

3) Operazioni nei libretti postali

Oltre ai depositi e ai prelievi classici nel libretto postale è possibile effettuare anche altri tipi di operazioni che possono risultare molto comodi. In particolar modo è possibile:

a) Vaglia postale

Serve a spostare dei soldi che si trovano all’interno del libretto postale mediante un titolo di credito. In pratica si ordina alle poste di pagare una determinata somma ad un beneficiario.

b) Carta libretto

Si tratta di una tessera tipo bancomat che permette di fare i prelievi negli sportelli ATM con un limite massimo di prelievo che al momento è fissato in 600 euro.

c) Girofondo postale

E’ l’equivalente del giroconto bancario solo che avviene tra libretti postali intestati alla stessa persona. Permette, quindi, di spostare i soldi da un libretto postale ad un altro.

d) Spostare i soldi da libretto postale a conto BancoPosta

In questo modo si potrà disporre del denaro all’interno di un conto che funziona come un conto corrente bancario e a cui si può collegare una carta di credito o di debito, effettuare assegni, domiciliare bollette, accreditare stipendi, eccetera.

e) Acquistare buoni fruttiferi postali

Si possono anche spostare i soldi dal libretto postale ai buoni fruttiferi, come tra l’altro avevo già accennato nella parte iniziale del video.

In questo caso, quando i buoni vanno a scadenza i soldi verranno automaticamente depositati all’interno del libretto postale.

4) Rendimento dei libretti postali

I rendimenti sono ovviamente molto bassi e non arrivano nemmeno al 1% annuo. Anzi, nel momento in cui sto registrando siamo, nel caso migliore a 0,75% lordi annui.

In realtà dipende dal tempo di giacenza del denaro all’interno del libretto, e a tempi di giacenza più lunghi vengono forniti interessi più elevati (si fa per dire ovviamente…), ma in ogni caso siamo sempre sotto 1% annuo di rendimento al momento in cui sto registrando.

Non vado in dettaglio sull’offerta attuale in quanto varia continuamente e quindi sarebbe sicuramente desueto nel momento in cui vedrai questo video.

In passato ricordo che rendevano abbastanza bene e in ogni caso di più che tenerli in banca, ma oggi purtroppo la situazione è cambiata e di certo non sono lo strumento da utilizzare per guadagnarci.

5) Tassazione libretto postale

Al basso rendimento, purtroppo si aggiunge anche l’alta tassazione. I libretti postali sono infatti tassati al 26% sulla parte fruttata, cioè il capital gain, che secondo me non ha veramente alcun senso.

Francamente non capisco come mai questo tipo di strumento non sia esentato da tassazione, visto che è gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti che è di fatto lo Stato italiano.

Gli unici a non pagare il capital gain sono i minorenni, che quindi incassano gli interessi lordi come se fossero al netto, tuttavia hanno un limite massimo di deposito fissato a 15.000 euro.

Oltre al capital gain vi è da pagare anche l’imposta di bollo di 34,20 €, che fortunatamente grava solo per chi ha una media di giacenza superiore ai 5000 euro su base annua, ma che rendono questo strumento ancora più paradossale.

6) Conclusioni

Spero di aver fatto una carrellata esauriente sul funzionamento di un moderno libretto postale.

Benché ormai abbia perso tutto il suo fascino a causa degli interessi quasi nulli che fornisce a cui si somma una tassazione eccessiva e per nulla giustificata, il libretto postale è sempre stato il miglior metodo esistente per avviare i propri figli al mondo del risparmio grazie alla possibilità che viene data loro di prelevare e depositare piccole somme di denaro via via crescenti con il crescere dell’età.

I libretto postale è comunque un ottimo metodo per tenere della liquidità facilmente disponibile senza preavviso ma che non si vuole tenere all’interno dei conti correnti per evitare di intaccarli inavvertitamente.