Obbligazioni cartollarizzate

In questo articolo tratterò uno strumento finanziario piuttosto chiacchierato ogni qual volta si presenta una forte crisi economica che compromette la capacità dei risparmiatori di far fronte ai propri debiti.

Sto parlando delle obbligazioni cartollarizzate e quindi, in generale, delle cartollarizzazioni.

Argomenti dell’articolo:

Obbligazioni cartollarizzate


1) In cosa consiste una cartollarizzazione

Una cartallorizzazione consiste nella cessione di attività e passività nonché di beni, debiti e crediti privati a una società, che in genere è una banca, il cui scopo è trasformarli in titoli obbligazionari che poi vengono collocati presso gli investitori ed i risparmiatori.

In questo modo si può trasferire il rischio di credito dalla banca che mette insieme le varie attività finanziarie verso i possessori delle obbligazioni cartollarizzate.

Se tutto va bene l’obbligazione erogherà un dividendo adeguato al rischio, ma se va male, l’investitore rischia di perdere la cedola e spesso anche parte o tutto il capitale investito.

2) Come funziona un’obbligazione cartollarizzata

In particolar modo, il funzionamento di un’obbligazione cartollarizzata prevede, quindi, una raccolta dei vari asset che per natura sono non commerciabili al fine di trasformarli in dei titoli commerciabili nei mercati finanziari, e quindi si spera diventino anche liquidi.

A questo fondo di titoli uniti dalla cartollarizzazione vengono allegati diversi strumenti derivati o reali collaterali il cui obiettivo è creare una serie di garanzie a favore dell’investitore trasformandoli in Asset Backed Security.

Questo Asset Backed Secutity, il cui acronimo è ABS significa letteralmente Bene con sottostante assicurato, che teoricamente dovrebbe garantire l’investitore del rimborso dell’obbligazione grazie a una serie di garanzie che in genere supera l’ammontare delle cartollarizzate in circolazione. Non so come spiegarlo in modo più semplice di così.

3) Le obbligazioni cartollarizzate più comuni

L’uso più frequente di una cartollarizzazione è sicuramente quella basata sui mutui. Sono diventate tristemente famose quelle che nel 2008 hanno creato la crisi finanziaria dei famigerati mutui sub-prime che probabilmente avrai sentito più volte nei telegiornali.

Ma ovviamente non sono gli unici crediti cartollarizzabili. Se ne possono trovare anche per:

  • Crediti derivanti da ipoteche

  • Crediti di acquisto automobili

  • Crediti bancari

  • Crediti al consumo

  • Leasing a privati o aziende

  • Pagamenti con carte di credito revolving

  • Crediti commerciali

  • Crediti in sofferenza o incagliati

  • Eccetera

In particolar modo abbiamo che queste obbligazione cartollarizzate vengono suddivise in 3 tranche:

  1. Tranche senior

  2. Tranche mezzanine

  3. Tranche equity

Le tranche vengono rimborsate a partire da quella senior, che ha priorità su le altre due. A seguire viene rimborsata la tranche mezzanine e, solo se ancora ci sono soldi a disposizione viene rimborsata anche la tranche equity.

Ovvio che il tasso di interesse che viene fornito alle 3 tranche risente dell’ordine di prioritò ed è più basso per le senior e molto più alto per chi si assume il rischio di investire sulla tranche equity.

4) I vantaggi di investire in una cartollarizzata

Dal punto di vista dell’investitore che le inserisce nel suo portafogli investimenti l’uso di un’obbligazione cartollarizzata di tipo ABS gli permette di diversificare con strumenti finanziari alternativi.

Inoltre, grazie alla copertura di garanzia e grazie anche alla grande diversificazione dei crediti in esso contenuti può in ogni caso contare in un rischio abbastanza basso di tale investimento, sempre che non scelga quelli ad alto rischio per mirare a speculare il più possibile.

Dal punto di vista dell’emittente, invece, emettere un’obbligazione cartolarizzata gli permette di ottenere un immediata liquidità per finanziarsi molto velocemente e migliorare al contempo i bilanci societari liberandosi di alcuni asset rischiosi, in sofferenza o incagliati.

5) Gli svantaggi della cartollarizzata

Il principale problema che un investitore si trova ad affrontare quando mette in portafoglio una obbligazione cartollarizzata è quella della sua scarsa liquidità, specie se paragonata alle obbligazioni Statali o di grandi aziende multinazionali che presentano il medesimo rating.

Questo è dovuto al fatto che vi è sicuramente molto meno mercato rispetto alle obbligazioni standard e quindi, se si vogliono rivendere si potrebbe dover aspettare parecchio tempo per riottenere indietro il capitale.

6) Le obbligazioni ABS in Italia

Per accedere al mercato italiano un obbligazione cartollarizzata deve soddisfare alcuni requisiti al fine di tutelare i potenziali investitori.

Il primo è quello che prevede che l’emissione dia pari ad almeno 50 milioni di euro al fine di essere sufficientemente diversificata.

Secondariamente l’emissione deve essere adeguatamente diffusa presso il pubblico in modo tale che vi sia un minimo di liquidità del mercato e che non si vengano a creare delle storture nelle quotazioni dovuto alla troppa rarefazione del titolo.

La terza condizione prevede che non si possano emettere nel nostro mercato obbligazioni cartollarizzate con rating inferiore al BBB- di Standard & Poors o equivalente. Questo, ovviamente, per evitare che si piazzino strumenti finanziari troppo pericolosi per il mercato finanziario comune.

Poi vi è un’altra limitazione imposta all’ente emittente che prevede che i crediti via via recuperati facente parti dell’emissione della cartollarizzata possono essere utilizzati solo per il rimborso della stessa obbligazione o per crearne altre simili ma non può utilizzarli per altri strumenti finanziari.

Questo permette di evitare che si facciano dei tentativi di schema ponzi o che si prendano rischi eccessivi nella gestione.

7) Conclusioni

Personalmente non ho mai investito in una obbligazione cartolalrizzata ma non escludo che posa farlo in futuro qualora abbia molto capitale a disposizione e volessi diversificare in modo più ampio.

Non saprei darti, quindi, dei consigli di prima mano su come agire al meglio in quanto non li ho mai usati e non sarebbe giusto che di consigliassi cose che non ho mai provato in prima persona. Non sarebbe ne etico ne professionale.