Obbligazioni convertibili

Visto che nello scorso articolo ho trattato le obbligazione corporate, in questo ho deciso di approfondire l’argomento trattando le obbligazioni convertibili, che possono essere emesse solamente da imprese private.

Il nome convertibile deriva dal fatto che l’obbligazione permette di convertire l’investimento in un altro titolo finanziario, generalmente delle azioni.

Argomenti dell’articolo:

Obbligazioni convertibili

1) Cosa sono le obbligazioni convertibili

Un obbligazione convertibile è un titolo finanziario che permette, a determinate condizioni, di essere convertito in un altro titolo finanziario che in genere sono delle azioni.

In particolar modo la conversione può essere esercitata tenendo conto dei seguenti 3 parametri:

a) Il titolo di compendio

Sarebbe il titolo con cui si può convertire l’obbligazione in nostro possesso. In genere chi emette un obbligazione convertibile è anche un’azienda quotata in Borsa e quindi la conversione delle sue obbligazioni prevede la conversione nelle azioni della medesima azienda.

Tuttavia questo non è obbligatorio, infatti può capitare che la conversione sia data rispetto alle azioni di un’altra azienda, magari un’azienda legata alla prima perché facenti parti del medesimo gruppo, oppure è una consociata o per vari altri motivi.

Quando la conversione è esercitabile per ottenere le azioni della medesima azienda si parla di conversione diretta, altrimenti si dice che la conversione è indiretta.

b) Il rapporto di conversione

Un secondo parametro da tenere in considerazione è il rapporto di conversione fra il titolo originario e quello con cui si può convertire. In genere, ma non è obbligatorio, il rapporto di conversione e “uno a uno”.

Questo significa che se hai 10.000 euro di obbligazioni convertibili potrai convertirle in 10.000 euro di azioni considerando il valore che avevano nel momento in cui è stata stipulata l’obbligazione. Questo ovviamente genera degli scenari interessanti che poi analizzo più avanti nel video.

In altri casi la conversione può essere inferiore o superiore alla parità, cosa che accade in genere quando la conversione avviene verso dei titoli azioni di aziende diverse da quella che ha emesso l’obbligazione per venire in contro alla differenza di valore delle aziende tra di loro.

c) Il periodo di conversione

Le obbligazioni convertibili dicono anche indicare le tempistiche nel quale si può esercitare la conversione. Questa conversione può avvenire:

  1. In qualsiasi momento.

  2. In qualsiasi momento successivo ad una certa data.

  3. All’interno di finestre temporali che si aprono e chiudono una volta l’anno in un determinato periodo.

  4. Ad alcune date certe.

2) I vantaggi delle obbligazioni convertibili

I vantaggi di mettere in portafoglio delle obbligazioni convertibili consistono sostanzialmente nei seguenti:

a) Protezione dai ribassi

Visto che le obbligazioni convertibili si possono convertire solo se il possessore ne richiede la conversione, questo permette di investire indirettamente nel mercato azionario e venire in possesso delle azioni se e solo se queste hanno preso valore rispetto al momento in cui abbiamo deciso di prendere le obbligazioni.

Quindi, se le azioni sono andate male non eserciteremo la clausola di conversione, ma se le azioni sono andate bene ci conviene esercitare ed entrare nel mercato essendo già in attivo!

b) Priorità di rimborso

Un altro vantaggio è quello di essere rimborsati prima degli azioni in caso di fallimento dell’azienda emittente. Questo lo ribadiscono anche le regole del famigerato bail-in, in cui gli obbligazionisti convertibili vengono aggrediti dopo che si è azzerato il valore delle azioni.

Quindi, sono aggredite dopo le azioni e vengono rimborsate prima degli azionisti. Considerando che è un investimento azionario mascherato, questo è un vantaggio notevole.

c) Segnale positivo

Nei mercati finanziari è importante anche la psicologia. Quando un’azienda emette delle obbligazioni di tipo convertibile sta dicendo al mondo che loro sono convinti che le azioni andranno al rialzo e quindi che sono un’azienda sana.

3) Gli svantaggi delle obbligazioni convertibili

Ci sono, però, alcuni svantaggi da tenere in considerazione quando si mettono in portafoglio delle convertibili, ed in particolar modo:

a) Gli interessi più bassi

Le obbligazioni convertibili, se pur danno il vantaggio di poter essere convertite in azioni danno tuttavia una cedola periodica più bassa rispetto alle obbligazioni convertibili classiche emesse dalla stessa azienda.

Quindi, se non esercitiamo la clausola di conversione andremo a perdere denaro rispetto a possedere obbligazioni standard.

b) Priorità di rimborso

Se da un lato, come abbiamo visto poc’anzi, le convertibili hanno priorità di rimborso rispetto alle azioni e sono aggredite dal bail-in dopo le azioni, la situazione si ribalta se le andiamo a paragonare alle normali obbligazioni.

Infatti, le obbligazioni convertibili sono rimborsati dopo gli investitori obbligazionisti e il bail-in le aggredisce prima delle obbligazioni!

4) Prerequisiti aziendali

Se un’azienda vuole emettere delle obbligazioni convertibili deve prima provvedere ad un adeguato aumento di capitale che garantisca a tutti i possessori delle convertibili di poter esercitare la clausola ed essere sicuro di trovare le azioni necessarie.

Solo dopo che sono scadute tutte le convertibili in circolazione l’azienda può eventualmente procedere a riassorbire l’aumento di capitale.

Questa magari sono informazioni un po’ più tecniche e le ho dette solo per completezza dell’argomento.