Orizzonte temporale negli investimenti

Avrai sicuramente notato, sia nei miei video che nei vari articoli dei blog o dei giornali che parlano di investimenti finanziari, come vengano spesso citati espressioni come “il lungo periodo”, “il breve periodo” e “il medio periodo”.

Questi archi temporali fanno parte del cosiddetto orizzonte temporale dell’investimento ed è una componente fondamentale nello studio della composizione di un portafogli investimenti efficace e redditizio, in particolar modo se si vogliono ottenere dei risultati minimizzando il rischio.

Tuttavia, mi rendo conto leggendo i commenti della gente, che quasi nessuno sa che cosa significano esattamente il breve, medio o lungo periodo, oppure ne hanno una conoscenza a spanne a livello temporale ma senza capire come si stabiliscono quelle specifiche tempistiche.

Con questo articolo voglio far luce su questo specifico aspetto finanziario e spiegare i motivi per il quale sono considerazioni importanti.

Argomenti dell’articolo:

Orizzonte temporale negli investimenti

La prima cosa che occorre chiarire riguardo gli orizzonti temporali è che essi variano, e anche di molto, in base alla prospettiva del soggetto che intende studiarli. Faccio degli esempi che chiariscono immediatamente la questione.

1) Orizzonti temporali delle strategie nazionali

Se dobbiamo studiare le proiezioni socio-economiche di una nazione, e quindi i cambiamenti che essa dovrà affrontare o potrebbe subire nel tempo, l’orizzonte temporale viene stabilito in:

  • 5 anni per il breve periodo
    In pratica la durata media di una legislatura, dove il nuovo governo avvierà le proprie strategie nel corso del tempo al fine di imprimere all’economia nazionale e alla società quello che in campagna elettorale hanno promesso. Alla fine della legislatura, se tutto è andato bene e le loro previsioni strategiche sono state corrette e realistiche dovrebbero vedersi gli effetti reali delle politiche intraprese.
  • 25 anni per il medio periodo
    In pratica, il medio periodo è formato, in genere da almeno 4 o 5 legislature consecutive, quasi sicuramente governate da schieramenti diversi, ed in cui occorre considerare i mutamenti sociali, tecnologici e spesso anche di politica internazionale. In questo caso si studiano le strategie per affrontare al meglio questo tipo di cambiamenti.
  • 100 anni per lungo periodo
    Nel lungo periodo di una nazione si studiano le strategie da applicare al fine di raggiungere un obiettivo importante per il futuro della nazione. Cosa dovrà diventare, l’Italia ad esempio, tra 100 anni? Una potenza militare regionale? Una potenza mercantile? Una potenza industriale? Oppure una semplice colonia insignificante di altre nazioni che invece hanno messo in pratica strategie migliori?
    In definitiva, nel lungo periodo si portano avanti gli step che la nazione deve compiere al fine di ottenere gli obiettivi che molti decenni prima ci si era stabiliti.

2) Altri tipi di orizzonte temporali

Dall’altro lato abbiamo gli orizzonti temporali di un investitore scalper, cioè quello che effettua il mordi e fuggi. Nel suo caso abbiamo che:

  • Il breve periodo ha in genere una durata di pochi minuti
  • Il medio periodo è formato da uno o due ore
  • Il lungo periodo è un giorno

Per un azienda, invece, gli orizzonti temporali sono in genere:

  • 3 anni per il breve periodo
  • 5 anni per il medio periodo
  • 10 anni per il lungo periodo

Quindi, come vedi, gli orizzonti temporali variano molto in base al soggetto specifico.

Tuttavia, se stai leggendo questo articolo sei sicuramente interessato agli orizzonti temporali come piccolo investitore o risparmiatore e non alle strategie di geo-politica, alle strategie d’impresa o a fare lo speculatore finanziario.

Quali sono quindi gli orizzonti temporali di un investitore?

3) Investimento di breve periodo

Il breve periodo è quell’arco temporale in cui le politiche aziendali o l’economia nazionale si muovono in un contesto che possiamo definire stabile. Questo significa, che nel breve periodo ai presuppone che il mercato del lavoro non subisce variazioni significative, e di conseguenza, la domanda aggregata e la relativa produzione non incidono a livello macroeconomico. Questo comporta anche che l’inflazione si mantiene costante sugli stessi livelli.

Queste condizioni, in genere, rimangono in una situazione sufficientemente stabile per un tempo massimo di uno o due anni. Quindi, per un investitore/risparmiatore il breve periodo sono gli investimenti con orizzonte temporale massimo di due anni!

In poche parole, nel breve periodo l’investimento viene influenzato, nel caso del mercato azionario, dalle sole strategie di marketing aziendale (come ad esempio il debutto di nuovi prodotti o gli effetti di campagne pubblicitarie), mentre nel caso del mercato obbligazionario legato ai titoli di Stato, dalle decisioni politiche del governo.

4) Investimento di medio periodo

Nell’investimento di medio periodo, invece, si presuppone che l’influenza degli effetti scaturiti dalle situazioni che si sono presentati nel breve periodo, persistendo nel tempo finiscono per far variare la domanda aggregata e la relativa produzione aggregata. Di conseguenza, si manifestano a cascata, sia delle variazioni nel mercato del lavoro, sia quella dei tassi di inflazione.

Questo significa che si hanno degli spostamenti degli equilibri macroeconomici, che cambiano il quadro generale attraverso degli aggiustamenti, che finiscono per manifestare i propri effetti anche sulle quotazioni azionarie delle aziende e nei tassi di interesse dei titoli di Stato.

Quindi, nel caso del mercato azionario, le quotazioni finiscono per scontare, sia le loro scelte aziendali che quelle macroeconomiche di contesto. Nel mercato obbligazionario dei titoli di Stato, invece, il medio periodo sconta i tassi d’interesse influenzati dal tasso di crescita e dall’andamento macroeconomico generale della nazione.

In termini temporali, il medio periodo ha una durata di circa 5 anni, e quindi rientrano all’interno degli investimenti di medio periodo quegli investimenti con orizzonte temporale che va dai 3 ai 6/7 anni circa.

5) Investimento di lungo periodo

Il lungo periodo, infine, è caratterizzato dal fatto che gli aggiustamenti macroeconomici possono essere particolarmente marcati. Ciò avviene in archi temporali fissati mediamente in 10 anni (quindi, sostanzialmente, si considera un investimento di lungo periodo quelli che hanno un arco temporale compreso tra gli 8 e i 15 anni).

Nel campo aziendale, e quindi nel mercato azionario, il lungo periodo presenta gli effetti della crescita del sistema economico nazionale, del relativo tasso di produttività e dell’incidenza del progresso tecnologico sia nei beni e servizi prodotti, che nella produzione.

Nel campo nazionale, che per un investitore equivale agli investimenti nel mercato delle obbligazioni Statali, il lungo periodo è influenzato dalle proiezioni macroeconomiche che lasciano intravedere il grado di solvibilità, la crescita del PIL, il reddito medio, i tassi di disoccupazione, eccetera.

6) Orizzonte temporale degli investimenti

Riassumendo, a livello di investimenti abbiamo che:

  • Il breve periodo è composto da quegli investimenti con arco temporale compreso tra 1 e 2 anni.
  • Il medio periodo è composto da investimenti con arco temporale che vanno dai 3 ai 7 anni.
  • Il lungo periodo è composto da investimenti che rientrano in un range che va dagli 8 anni ai 15 anni circa.

In questi tre differenti orizzonti temporali gli investimenti vengono influenzati da fattori molto diversi tra loro. Nel breve periodo gli investimenti scontano solamente le scelte aziendali o politiche, mentre, mano a mano che si va più lontano nel tempo, le quotazioni dipendono sempre più dall’andamento del contesto economico nazionale in cui l’azienda o la nazione si vengono a trovare.

Ci sono quindi dei rischi di investimento differenti in base all’orizzonte temporale a cui si punta, anche se parliamo del medesimo titolo o ente emittente. Questa cosa è fondamentale quando si organizza una diversificazione all’interno di un portafoglio di investimento.

7) Strategie di investimento nel mercato azionario

Logico, che in base all’orizzonte temporale prescelto la strategia di investimento in azioni varia notevolmente.

Per il lungo periodo la strategia migliore è sicuramente quella di diversificare su molti titoli diversi al fine di ridurre il rischio generale dell’investimento. Nel breve periodo, invece, è fondamentale lo studio dell’analisi tecnica per individuare i momenti ottimali di ingresso ed uscita dal mercato. Nel medio periodo, infine, è più indicato lo studio dell’analisi fondamentale, in quanto, gli effetti economici di contesto hanno un peso rilevante.

8) Strategie di investimento nei titoli di Stato

I titoli di Stato sono già divisi in base all’orizzonte temporale. Mentre le azioni sono tutte uguali e al più cambiano i diritti dei possessori come ho già detto in un apposito video dedicato all’argomento, di obbligazioni statali, invece, ne esistono di diverso tipo.

Per il breve periodo ci sono i BOT e i CCT che sono di tipo zero coupon di durata che variano da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 2 anni. Ma lo Stato emette anche alcuni CCT e BTP biennali.

Per il medio periodo si utilizzano i CCT (in genere a 5 o 7 anni) o i BTP quinquennali, mentre per il lungo periodo la scelta ricade principalmente sui BTP a 10 o 15 anni ma esistono anche dei CCT con i medesimi archi temporali.

Per questo video sugli orizzonti temporali è tutto. Nel prossimo articolo parlerò, invece, della diversificazione, che è un altro aspetto importante dell’investimento.

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