Pronti Contro Termine

Oggi tratterò i Pronti Contro Termine anche se in realtà sono uno strumento finanziario scarsamente utilizzato a livello di risparmio o di piccoli investitori, che poi siete il mio core di utenti che mi seguite.

In realtà non volevo trattarli anche perché sono uno strumento finanziario difficile da capire a livello di rendimenti e occorre teoricamente saper calcolare i ratei e i risconti, ma alla fine ho deciso di trattarli per completezza informativa e cercherò di spiegarli in modo semplice senza entrare troppo in dettaglio all’argomento.

Argomenti dell’articolo:

Pronti Contro Termine


1) Che cosa sono i Pronti Contro Termine

I Pronti Contro Termine sono dei contratti nel quale un venditore cede dei titoli finanziari in cambio di denaro in un operazione immediata (motivo per il quale si chiama a Pronti) e si impegna a ricomprarli ad un prezzo stabilito che ovviamente è più alto ad una data prestabilita (motivo per il quale si chiamano a Termine).

Quindi è un contratto molto particolare in quanto c’è una doppia cessione incrociata di soldi e titoli con patto di riacquisto, e quindi di una seconda cessione incrociata.

2) Caratteristiche dei PCT

Per legge i Pronti Contro Termine non possono avere una durata superiore ai 12 mesi, ed infatti vengono utilizzati solo nel breve o brevissimo periodo. Tipicamente da un mese a tre mesi o poco più.

In genere la scadenza la si fa corrispondere con il giorno della prima emissione di cedola disponibile per il titolo in questione.

Il loro scopo, da parte di chi cede i titoli in cambio di soldi è quello di rimediare immediatamente dei capitali per far fronte a spese improvvise che pensa di poter facilmente ricoprire dopo poco tempo.

Infatti, questo genere di contratto non lo stipulano solo le Banche ma anche le imprese private che detengono titoli e devono far fronte a spese urgenti cedendo dei titoli per un breve lasso di tempo.

3) Perché non sono adatti ai risparmiatori

Dicevo all’inizio del video che non sono adatti ai risparmiatori o ai piccoli investitori. Il perché affermo questa cosa la si riscontra tra gli svantaggi di questo strumento finanziario:

  • Il capitale non è garantito
    In pratica non c’è nessun fondo interbancario di tutela depositi ne altri fondi che intervengano nel caso l’emittente del pronti contro termine non possa far fronte al riacquisto dei titoli pattuito.

  • Non sono flessibili
    Questo è dovuto al fatto che non sono svincolabili qualora ci necessitano dei capitali prima della loro scadenza.

  • Hanno una tassazione elevata che fra poco

  • Sono soggetti a rischio di emittente e di controparte

4) Come funziona un PCT

Per farti capire come funziona un Pronti Contro Termine cercherò di illustrarti un caso simulato sperando che sia più chiaro rispetto che spiegarlo in modo teorico.

Ammettiamo che una Banca ti proponga un Pronti Contro Termine su dei BTP decennali a 3 anni e un mese dalla scadenza che presentano un tasso fisso 3% contro il 2% del mercato nel giorno di stipula del contratto.

Essendo il BTP un tasso fisso, il variare dei tassi correnti va a modificare il valore del titolo in conto capitale. Diciamo che il BTP è quotato quel giorno a 96,92. Il come sia arrivato a questa quotazione lo puoi capire visionando l’apposito video che ho scritto in passato sui BTP e non ho intenzione di ripetere quanto già detto per non appesantire inutilmente questo video.

Abbiamo che da li a un mese il BTP stacca la cedola semestrale che ci fornirà 1,50% di interesse, visto che abbiamo detto è un tasso fisso al 3%. Tuttavia, il titolo matura in mano nostra per solo un mese e quindi a noi tocca solamente lo 0,3%.

Al 96,92 in conto capitale del BTP occorre sottrarre 1,2 che porta il valore in conto capitale del PTC a 98,42 oltre ed inoltre viene sottratto un altro 0,05 come spesa bancaria che porta il titolo a 98,47.

Questo significa che in fase di stipula la Banca ci cede 10.000 euro nominali di BTP con le caratteristiche che ho detto poc’anzi dietro un corrispettivo di 9.847 euro. Si impegna a ricomprare gli stessi titoli un mese dopo pagandoci 9.722 euro, cioè 125 euro in meno!

Sicuramente stai pensando: ma come 125 euro in meno? Allora, quello che accade è che il giorno della scadenza incasseremo la cedola di 150 euro e ci verrà rimborsato il capitale ad un controvalore di 125 euro in meno rispetto a quanto lo abbiamo pagato.

Facendo la differenza scopriamo di essere in attivo di 25 euro. Che poi sono i 30 euro di interessi che maturano i titoli meno 5 euro di spese bancarie.

So che è complicato da capire ed infatti ho immediatamente anticipato che non è uno strumento adatto a risparmiatori e piccoli investitori.

5) Tassazione PCT

La tassazione dei Pronti Contro Termine è piuttosto elevata. Essa è fissata al 26% anche se la parte riguardanti i titoli di Stato europei è ridotta al 12,50%.

Oltre al capital gain vi è anche l’imposta di bollo proporzionale alla detenzione dei titoli che è fissata allo 0,2% annuo.

Quindi vi è applicata una duplice imposizione fiscale che va ad erodere pesantemente i profitti eventuali, e in particolari casi può anche portare il rendimento in negativo.

6) Conclusioni

Spero che la spiegazione si sia capita, anche perché non saprei come spiegarli in modo più semplice. In ogni caso ti sconsiglio di adoperarli, anche perché, oltre alla complicazione di funzionamento abbiamo che i soldi non sono garantiti, i rendimenti sono bassi e la tassazione è elevata…