I SICAV

Oggi voglio parlare di uno strumento finanziario molto particolare che fa parte della famiglia dei fondi comuni d’investimento: il SICAV.

I SICAV sono delle Società di investimento a capitale variabile che ha come oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta al pubblico delle proprie azioni.

In pratica, viene costituita la società e vendute le azioni in una fase di collocamento. I soldi raccolti con questo collocamento, a differenza delle normali aziende quotate, servono a comprare i titoli da inserire dentro il fondo e che quindi vanno a comporre il patrimonio della società.

Questo significa, che il SICAV, a differenza del normale fondo comune d’investimento, non è suddiviso in quote ma in azioni.

Argomenti dell’articolo:

I SICAV


1) Cosa sono i SICAV

Essendo delle società quotate in Borsa è suddivise in azioni, il SICAV, a differenza del fondo comune d’investimento da ai suoi possessori lo status di azionisti, e quindi anche quello di poter partecipare alle assemblee, di esercitare il diritto di voto e tutte gli altri diritti che hanno in genere gli azionisti.

Tuttavia, l’amministratore del SICAV è una società di gestione del risparmio che ha il mandato di gestione delle risorse finanziarie.

Un altra caratteristica dei SICAV è che essi possono essere suddivisi internamente in comparti che investono in titoli di diverso tipo o con diversa strategia, o quant’altro. A questo punto è possibile suddividere il patrimonio nei vari comparti ed emettere azioni di tipo differente legate ognuno ad un singolo comparto.

Questo permette, quindi, di investire in un comparto specifico del SICAV ma è comunque possibile passare da un comparto all’altro del fondo su richiesta dell’investitore.

2) Caratteristiche del SICAV

Oltre a quanto detto fino ad ora, il SICAV è una società a capitale variabile, in quanto nel tempo entrano nuovi soci e ne escono altri, quindi il capitale di per se varia.

Inoltre, siccome è costituita da titoli finanziari e questi hanno una quotazione che varia nel tempo, anche la somma di tutti i titoli che fanno parte del SICAV varia nel tempo – aumentando o diminuendo – e di conseguenza il capitale sociale varia con esso…

In definitiva, il SICAV ha sia una variazione del valore dell’azione (cioè le azioni possono apprezzarsi o deprezzarsi in base all’andamento dei titoli del fondo), sia un numero di azioni che può aumentare o diminuire.

3) Amministrazione del SICAV

Pur essendo una società quotata in Borsa, alle SICAV non è permesso emettere obbligazioni, cioè dei titoli finanziari per ottenere, sostanzialmente, un prestito di denaro dietro pagamento di un interesse periodico, anche perché non avendo niente di materiale non avrebbe senso.

Inoltre, non può emettere azioni con privilegi differenziati, come ad esempio le azioni risparmio, ne utilizzare tecniche di riacquisto delle proprie azioni nel mercato per speculare sulle variazioni del prezzo della propria azione.

4) Sicurezza dei SICAV

Essendo uno strumento finanziario è normale chiedersi se i soldi investiti nei SICAV sono al sicuro o meno.

Innanzitutto esaminiamo la sicurezza dal punto di vista legale. Il rischio di un SICAV può derivare da:

  • Rischio fallimento del soggetto collocatore

  • Rischio fallimento della banca corrispondente

  • Rischio fallimento della banca depositaria

  • Rischio fallimento della SICAV

  • Rischio prelievo forzoso

  • Rischio uscita dell’Italia dall’Euro

In caso di fallimento del collocatore, della banca corrispondete o di quella depositaria, non avendo alcun diritto sugli investimenti del cliente, e avendo il patrimonio separato, non si subirà nessun danno.

Il SICAV in se, inoltre, non può fallire, in quanto è la somma dei titoli che lo compongono, e quindi il suo valore è sempre uguale alla somma dei titoli del fondo.

Rimangono le ultime due preoccupazioni: i prelievi forzosi dello Stato e l’eventuale uscita dall’euro!

Benché sia una paura comprensibile, nessuno dei due casi può coinvolgere i SICAV.

Innanzitutto sono delle società di diritto lussemburghese, e questo significa che lo Stato italiano non può metterci le mani sopra.

Ergo, non può esserci un prelievo forzoso nel SICAV, anche se, è giusto dirlo, firmando trattati capestro come il MES lo Stato potrebbe mandare una qualche cartella esattoriale da pagare proporzionale ai soldi investiti in prodotti esteri, oppure rifarsi prelevando forzatamente da altri titoli o soldi depositati in Italia.

Il rischio di uscita dall’euro non esiste in quanto il valore è corrispondente alla somma dei valori dei titoli al suo interno.

Ammettiamo che cambiasse valuta di riferimento, cosa che accadrebbe solo se esce il Lussemburgo dall’euro, in ogni caso, i titoli interni avrebbero il loro valore, che al più verrebbe espresso in lire. Questo significa, che se la lira svaluta ci guadagni un sacco di soldi!

Uscire dall’euro, per gli investitori è molto conveniente anche se tutti si affannano a dire il contrario, in particolar modo se sei possessore di titoli esteri! Tra l’altro era proprio il sistema che gli investitori italiani utilizzavano in passato per guadagnare dalle svalutazioni della lira…

5) Rischio dei SICAV

Esiste poi il rischio intrinseco del SICAV e cioè quello sulla perdita di valore dell’investimento per un andamento del mercato sfavorevole.

Il SICAV, essendo un fondo comune gode delle strategie tipiche dei fondi comuni per la riduzione del rischio.

Ovviamente, se punti su qualcosa di totalmente azionario avrai il rischio tipico di un fondo comune azionario, se invece investi in uno obbligazionario subirai il rischio dei fondi obbligazionari, e così via.

Diciamo che puoi andare a visionare gli articoli sui fondi comuni per farti un idea dei rischi.

6) Costi di gestione

Essendo di fatto un fondo comune, i SICAV hanno i costi tipici dei fondi comuni di investimento.

In particolar modo hanno un costo di gestione del fondo che incassa come compenso la società di gestione risparmio per i suoi servizi, e un costo legato alla performance del fondo (detto di incentivo).

A questi si aggiungono dei costi una tantum legati all’operatività del cliente, se ad esempio vuole passare dalle azioni di un comparto all’altro.

Mediamente un SICAV può venire a costare anche il 2% annuo in costi di commissione vari.

Ovviamente, si può andare a risparmiare utilizzando dei fondi passivi come gli ETF che costano circa un quarto ma non si dovrà rinunciare ai diritti degli azionisti.

Devi vedere cosa ti interessa di più, se risparmiare nei costi o se aderire ad un fondo dove hai diritto di voto e una gestione attiva del portafoglio titoli.

7) Tassazione SICAV

Un ultimo aspetto da considerare è la tassazione dei fondi SICAV.

La tassazione dei SICAV si attesta, normalmente, al 26% dei guadagni derivanti dall’investimento, cioè il capital gain previsto dalla legge italiana al momento che sto registrando. Tuttavia, se il fondo investe una parte del capitale in titoli di Stato UE, essi sono tassati al 12,50%.

Per sapere l’ammontare della tassazione occorre stabilire la media degli investimenti in titoli di Stato con tassazione agevolata e poi fare le proporzioni. Ovviamente questo lavoro lo farà direttamente la società di gestione del risparmio e non è che ti devi mettere li a fare calcoli.