La società fiduciaria

Con questo video di oggi inizio la pubblicazione di una serie di video sulla protezione del capitale.

Oggi, in particolar modo, tratterò la protezione del capitale mediante l’utilizzo di una Società Fiduciaria.

Con una fiduciaria puoi far amministrare aziende, titoli finanziari e beni di vario tipo al posto tuo al fine di non apparire in prima persona come il titolare. Puoi facilmente immaginare che questo aspetto apre ad un ventaglio di utilizzi interessanti e garantisce una certa privacy sui propri possedimenti.

Argomenti dell’articolo:

La società fiduciaria


1) Cos’è una società fiduciaria

La società fiduciaria è un’impresa che si impegna ad amministrare i beni, le azioni e le obbligazioni, nonché la contabilità e la normale amministrazione di aziende, per conto terzi.

Siccome l’amministrazione delle attività date in gestione alla società fiduciaria è separata rispetto all’amministrazione della società stessa, quindi sostanzialmente vi è un principio di separazione patrimoniale, si ha che i creditori della società fiduciaria non possono aggredire le attività che essere amministrano per conto terzi.

2) A cosa serve una fiduciaria?

Il suo obiettivo è rendere impossibile individuare nei registri pubblici, nei documenti pubblici e delle visure camerali e catastali chi è il vero titolare dei vari beni.

Ce da dire, però, che tale schermatura avviene solo se a cercare le informazioni è un altro soggetto privato, in quanto, per via giuridica è comunque possibile risalire ai veri titolari qualora si voglia procedere con un pignoramento.

3) Tipologie di amministrazioni fiduciarie

La società fiduciaria può operare secondo due differenti tipi di amministrazione:

  1. Amministrazione statica
    In questo caso la fiduciaria ha come ruolo principale la gestione e la conservazione del patrimonio del fiduciante (cioè del titolare) e garantisce l’esercizio dei diritti inerenti ai beni, provvede all’esecuzione delle sue obbligazioni e delle eventuali transazioni.
    In pratica si occupa della cosiddetta normale amministrazione e, per tale motivo viene anche chiamata “fiduciaria di amministrazione”.

  2. Amministrazione dinamica
    In questo caso, invece, la fiduciaria ha il compito di valorizzare il patrimonio del fiduciante mediante operazioni di gestione volte ad incrementarne il valore tramite operazioni di investimento e/o disinvestimento.
    Per tale motivo viene anche chiamata “fiduciaria di gestione”.

4) Scopo delle fiduciarie

Come detto all’inizio del video, la costituzione di un rapporto fiduciario è finalizzato alla protezione e alla tutela del patrimonio, in quanto assolve efficacemente i seguenti compiti:

  1. Assicurare la riservatezza della effettiva proprietà dei beni e delle partecipazioni sociali

  2. Assicurare la riservatezza nelle iniziative commerciali

  3. Coordinare il controllo di più partecipazioni in società diverse

  4. Assumere la rappresentanza comune di obbligazioni ed azionisti di risparmio

  5. Fare i riassetti di patrimoni immobiliari mediante l’ausilio della costituzione di una società capogruppo

  6. Permettere il passaggio generazionale dei beni di famiglia assicurando la continuità gestionale

  7. Attribuire diritti diversi a diversi componenti del nucleo familiare sul patrimonio

  8. Attribuire fondi indisponibili a vari soggetti

5) Costi delle fiduciarie

Come per ogni strumento finanziario ci sono dei costi da sostenere.

In genere i costi dipendono dalla tipologia di gestione che si vuole adoperare, dall’ammontare del capitale da gestire, e se vi sono o meno aziende da amministrare.

Tipicamente, nel caso di amministrazione di aziende viene applicato un tariffario annuale in base a degli scaglioni di valore. Ad esempio, per patrimonio netto fino a 50 mila euro fa 1.000 euro annui; per patrimonio netto che va da 50 mila euro a 100 mila euro fa 1.500 euro annui, eccetera. Può anche essere espressa in percentuale oppure un mix dei due sistemi di tariffazione.

Se sono fiduciarie di gestione atte a incrementare il capitale, in genere, si preferisce suddividere in scaglioni il capitale (tipo, per gestioni fino a 100 mila euro, oppure fra 100 mila e 500 mila euro, eccetera) e poi si applica una percentuale sul montante, e spesso anche una sui profitti che riescono a generare se superano certi rendimenti annuali.

Ci sono poi da considerare i costi fissi o di tipo una tantum.

Ad esempio il costo di apertura di una fiduciaria oppure di chiusura, quelle sulla gestione della corrispondenza, sulle telefonate che potrebbero dover fare, sulle assemblee a cui devono partecipare, eccetera.

In questo caso viene applicato un tariffario orario che spesso occorre pagare anticipatamente e poi scalato a consumo. Ma è solo un’indicazione, in quanto ogni fiduciaria tende ad avere modalità di tariffazione diverse anche se, in ogni caso, le modalità che ho citato sono le più comuni.