Unit Linked vs Index Linked

Un argomento che infiamma immediatamente le diatribe tra diversi tipi di consulenti finanziari è quella che riguarda le polizze unit linked e quelle index linked.

I consulenti con mandato di agenzia spingono sulle unit linked, gli assicuratori sulle index linked, mentre i consulenti a parcella, o se vogliamo dargli un tono con un inglesismo, i consulenti fee only, invece, sconsigliano entrambi i tipi di polizza.

Chi ha ragione? Tutti e tre? Nessuno dei tre? O uno solo dei tre?

Argomenti dell’articolo:

Unit Linked vs Index Linked

Allora, in passato ho fatto sia il consulente con mandato d’agenzia sia il consulente a parcella, e quindi conosco bene questo mondo dal didentro, e so cosa li spinge a dire quello che dicono. Benché avessi anche la qualifica di assicuratore, però, tengo a precisare che non ho mai fatto l’assicuratore ma so benissimo il motivo per il quale loro preferiscono le index linked…

Oggi, essendo ormai uscito dal mondo delle consulenze finanziarie già da qualche anno posso finalmente dire come stanno le cose in modo imparziale e senza conflitto d’interesse.

1) Cosa sono le Unit linked?

Le polizze unit linked sono degli investimenti assicurativi legati ad uno o più fondi comuni, o anche ETF, a cui viene associata un’assicurazione sui capitali in modo da farli rientrare all’interno del risparmio, e quindi delle tutele dell’articolo 1923 c.c. Che ho già trattato nel video sulle assicurazioni che troverai linkato già in descrizione.

Tipicamente sono delle unit linked i fondi pensione ed i fondi risparmio.

a) I lati positivi

Le unit linked hanno dei pro e dei contro. Fanno sicuramente parte dei lati positivi:

  1. Il fatto che rientrano dentro l’articolo 1923 c.c. e quindi sono impignorabili ed insequestrabili.
  2. Un altro vantaggio è quello di essere escluse dall’asse ereditario, e quindi sono utilizzabili per dare in lascito dei fondi economici anche ad enti o estranei.
  3. I fondi che utilizzano possono essere composti da qualunque strumento finanziario, anche speculativo, pur rimanendo protetti legislativamente dall’articolo 1923. Questo significa, che in particolari condizioni, possono avere anche una resa molto alta.

b) I lati negativi

I lati negativi, invece, sono:

  1. Essendo formati da uno o più fondi comuni, o da fondi di fondi, hanno un alto costo di gestione.
  2. La parte assicurativa, benché fornisce la copertura legislativa, ha anch’essa un costo che va a mortificare il rendimento complessivo dell’investimento.
  3. Siccome devono garantire la commissione di stipula al consulente che te li ha piazzati, il primo anno di gestione contiene tutti i caricamenti dei costi che vengono distribuiti alla filiera dei consulenti come provvigione. Sono i soldi messi per prima e quindi quelli, che teoricamente, avrebbero dovuto rendere per più tempo…

c) Le opinioni dei consulenti

Ovviamente, i consulenti con mandato d’agenzia li difendono e minimizzano i lati negativi, in quanto loro hanno questo prodotto in carniere. Infatti, i fondi sono creati privatamente dalle Banche o dalle società di investimento, che poi li piazzano mediante i propri consulenti.

I consulenti fee only, invece, non hanno questo tipo di prodotto, o comunque ne hanno qualcuno molto scarno, in quanto, chi paga già una parcella non vuole pagare anche le commissioni ad un consulente con il mandato d’agenzia.

Inoltre, il fee only si pubblicizza facendo leva sulle maggiori performance dei portafogli investimenti che gestisce per i suoi clienti e dal fatto che li fa risparmiare un sacco di soldi in commissioni. Ergo, per riuscirci deve obbligatoriamente utilizzare degli investimenti che non prevedano coperture assicurative, ne dei fondi a gestione attiva, che hanno degli alti costi di gestione.

Diranno quindi che questi prodotti non convengono, in quanto costano molto e rendono poco. A volte sminuiscono anche l’importanza della copertura legislativa a cui devono rinunciare per far sembrare più convenienti le loro soluzioni…

d) La verità sulle Unit Linked

La verità, come sempre, sta nel mezzo!

I costi sono alti? Si!

I rendimenti sono mortificati dai costi? Si!

Hanno ragione i consulenti fee only che dicono di non utilizzarli? Assolutamente no!

Questo tipo di polizze vanno utilizzate per il loro scopo: proteggere il capitale da un’aggressione da parte di soggetti che possono accampare il diritto a risarcimenti mediante pignoramenti o sequestri dei capitali.

Quindi il loro utilizzo principale è quello di usarli non tanto per il potenziale rendimento ma per la protezione e, in subordine, per lasciare dei soldi in eredità a estranei o ad enti a cui non non si vuol far pagare la tassa di successione.

Quindi sono lo strumento più adatto per crearsi una pensione o per proteggere delle somme di denaro da lasciare in eredità. In questo caso, benché vogliamo che i soldi fruttino nel tempo, quello che ci preme di più e di non perdere i capitali per via di qualche azione giudiziaria, un divorzio, un fallimento o quant’altro.

Ovviamente sono sconsigliati nel caso si voglia investire denaro che prevede di essere prelevato anticipatamente o con un orizzonte temporale che non sia quello pensionistico. Anche perché, in questo caso, l’impignorabilità viene a decadere e a questo punto è inutile pagare i costi di un’assicurazione se poi ne se ne può beneficiare degli effetti.

Quindi, in definitiva, le polizze unit linked sono da utilizzare a fini pensionistici o ereditari ed è meglio stargli lontano in tutti gli altri casi.

2) Cosa sono le index linked?

Veniamo adesso alle polizze index linked. In questo caso abbiamo che la polizza è legata ad un indice azionario in modo diretto o filtrato attraverso una qualche formula.

In modo particolare, l’assicurazione non è sui capitali ma sulla persona, tipo assicurazione caso morte o caso vita, che hanno, però, un costo molto sostenuto. Lo scopo del capitale investito parallelamente all’assicurazione aveva lo scopo originario di rendere il quanto bastava a coprire i costi dell’assicurazione.

In pratica, invece di sborsare una cifra annuale per assicurarsi come si fa con l’RC auto, si pagava l’assicurazione e al contempo una parte dei soldi veniva investita.

In un arco temporale sufficientemente lungo, che in genere fissato in 20 anni, la resa della parte monetaria doveva essere sufficiente a coprire il costo della parte assicurativa, sicché, alla scadenza, l’assicurato avrebbe dovuto percepire una quantità di soldi uguale o maggiore a quelli che aveva versato nei 20 anni di alimentazione della polizza.

Nel frattempo aveva ottenuto il beneficio di essere stato coperto dall’assicurazione.

a) L’idea che ci sta dietro

Ovviamente, grazie alla parte di investimento monetario, l’assicurazione poteva pagare le commissioni di vendita agli assicuratori, e poi, l’alta resa che avevano gli investimenti legati alla polizza quando furono messe appunto, cioè negli anni 70, permettevano di dare l’illusione del guadagno a scadenza.

Illusione, in quanto se si andava a considerare l’erosione causata dall’inflazione, in realtà, l’investimento era in perdita, ma numericamente sembrava di aver fatto un affare!

b) Le cose sono cambiate

Le cose, però, sono cambiate a partire dagli anni 90. Infatti, il crollo delle rese sugli investimenti dovuto all’abbassarsi dell’inflazione ha fatto si, che la parte capitale della polizza non riesce più a rendere una cifra che copra il costo della parte assicurativa, e i nodi sono venuti al pettine.

E’ vero che adesso l’inflazione è più bassa, e quindi, alla fine non è cambiato nulla in termini finanziari rispetto al passato, solo che quando il rimborso è una cifra inferiore all’investito il cliente si accorge immediatamente di aver perso soldi mentre prima doveva essere sufficientemente competente da estrapolare il dato a netto dell’inflazione…

E’ un po’ quello che accade con la legenda metropolitana del guadagnare investendo in immobili, che essendo un’operazione che storicamente si effettua con archi temporali lunghi da il senso di notevoli guadagni, che alla fine sono solo il mantenimento del prezzo dall’erosione inflazionistica.

c) Le opinioni dei fee only

In questo caso specifico, i fee only hanno ragione ad andare contro queste polizze miste, in quanto sono solo un bagno di sangue di commissioni. E’ vero che rientrano dentro le protezioni legislative, tuttavia ci sono modi migliori di ottenere le stesse cose con meno soldi.

d) La mia opinione

Lo scopo di una polizza mista è quella di assicurarsi, ma il mio consiglio è quello di coprirsi con un’assicurazione “pura” come facciamo con le automobili, quindi senza soldi investiti parallelamente. Insomma, ti chiedono 400 euro annui per assicurarti? Sborsi i 400 euro e fine della questione!

Se poi vuoi recuperare i soldi dell’assicurazione andrai ad investire i soldi in qualcos’altro ad alta resa, senza copertura assicurativa, e magari differenziando bene. Il tutto risulterà molto più efficiente.

L’argomento è sicuramente molto interessante, tuttavia preferisco chiudere qua questo video altrimenti inizierei a diventare noioso.